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  • Luca Valdonio

La fiducia, spazio tra me e te.

La fiducia è lo spazio tra me e te.

La sua struttura è liquida, non ha organizzazione, tantomeno logiche.

Non si compie per merito, né si misura razionalmente.

Fugge dalle credenze del nostro tempo: non è attesa di un ritorno, non è progressiva.


La fiducia non teme.

Non ha paura di essere tradita, perché non è nella sua natura: è fiducia, è se stessa.

La fiducia è una declinazione dell’amore, è la sua parte estroflessa, soccorritrice del non poter bastare a se stessi.

E’ il ponte che collega il reciproco bisogno di un legame.

E’ la via per un mondo migliore, perché è nel contributo personale al bene che costruiamo appartenenza.


La fiducia non è facile, poiché incondizionata, forma di gratuità che fatichiamo a riconoscere, per cultura e per istinto. Per questo, è un atto di uscita dal sé.

A differenza del tornaconto, del successo e del possesso, la fiducia non è scopo di se stessa.

In alcuni casi la daresti a uno sconosciuto, in altri neanche alla persona che dici di amare.

La fiducia costa, anzitutto comprenderla.


E’ una cosa seria, che forse sta sul piano inclinato della scelta.

E’ nella scelta che ci determiniamo, che costruiamo la sostanza della nostra vita.

Se la fiducia è scelta, allora è un credito che non sarà mai più incassato.


La fiducia non può essere un atto unilaterale, perché si alimenta di un chiaro dualismo per esistere: c'è chi la offre e chi la riceve, parti diverse dello stesso discorso, i colori dello stesso arcobaleno.

La fiducia si fa in due, come l’amore.


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